
LUOGHI DI INTERESSE
GROTTA DEGLI ANGELI - MAGLIANO ROMANO
La Grotta degli Angeli è una chiesa rupestre scavata nel tufo in prossimità del centro storico di Magliano. Realizzata forse intorno al VI secolo, poco si conosce sulle sue origini. Riscoperta nel 1902 dallo storico d’arte Federico Hermanin, che dà notizia della scoperta nel Bullettino della Società Filologica Romana, aveva sulle sue pareti degli affreschi che, per paura di trafugamento, furono asportati ed oggigiorno sono conservati presso la chiesa di San Giovanni.

TOMBA CAMPANA - ISOLA FARNESE
La Tomba Campana fu rinvenuta a metà dell’Ottocento dal marchese Giovanni Pietro Campana, il quale, pare che, al fine di rendere la scoperta di grande importanza architettonica, vi posizionò reperti preziosi probabilmente provenienti da uno scavo condotto nella necropoli di San Bernardino presso Orte. Anche per questa ragione, da allora divenne meta obbligata di ogni escursione a Veio; alla sua notorietà, a livello internazionale, molto contribuì l’entusiastica descrizione data da George Dennis, esploratore ed etruscologo britannico, nella sua diffusissima guida in cui, oltre a sottolineare il fascino romantico, metteva in luce le singolari pitture ed il ricco corredo mantenuto nel sepolcro nonché la peculiarità della struttura.
Questa tomba, databile tra il VI ed il VII secolo a.C., è costituita da un lungo corridoio, caratterizzata da due camere funerarie, ricche di decorazioni pittoriche, oramai quasi scomparse. Quel che rimane del corredo è ora esposto al Museo dell'Agro Veientano di Formello. Due coppie di leoni/sfingi scolpiti nel tufo erano poste alle estremità del corridoio.

L'ANTICA MOLA - FORMELLO
Mulino da grano ad acqua edificato quando gli Orsini acquistarono il feudo di Formello intorno alla fine del fine del XIII sec. con lo scopo di dare un nuovo impulso alle notevoli risorse agricole e naturali del territorio di Formello e Cesano. Adiacente alla mola è presente un antico ponte in blocchetti di tufo che scavalca il fiume Crèmera, permettendo pertanto di raggiungere la mola e la possibilità di percorrere un’antica via collegata alla Cassia. La Mola è rimasta in funzione fino al 1950 circa; attualmente è ridotta a rudere.
Interdetto l’accesso dall'alto alla mola, a causa di pericoli di crolli. Proseguendo il sentiero verso sud, si raggiunge il fosso dal quale è possibile ammirare la mola nel suo splendore, la cascata ed il laghetto formatosi alla base di quest'ultima.

LA TOMBA DEI PILASTRI - ISOLA FARNESE
E' posizionata all’interno di una delle tante necropoli intorno all’antica città di Veio. L’area dove si trovano diverse tombe
che dal punto di vista storico-archeologico vengono considerate minori è quella di Picazzano posta a pochissimi metri dal guado sul Valchetta. L’epoca di realizzazione va fatta risalire al IV secolo a.C.. E’ chiamata dei Pilastri perché all’interno sembra sorretta da due pilastri ben definiti e di buona fattura, con capitello dorico nel vestibolo.

LA FONTANA DI RE CARLO
Dislocata lungo l’antica Via Veientana, a circa duecento metri dalla confluenza tra il Valchetta ed il Cremèra ed il Fosso dei Due Fossi, si trova la Fontana di Re Carlo, una piccola fontana romana, ma ben preservata, di forma rettangolare, 3,20 m x 2,30. Non si hanno notizie certe sull’origine del nome e risalirebbe al periodo tra il II e III secolo d.C.. Ricavata nella parete rocciosa ed immersa tra la vegetazione, presenta una volta a botte ed un bacino con pavimento a mattoncini disposti a “spina di pesce”, chiuso da un muro a parapetto basso di circa 80 cm. L’irregolarità del piano potrebbe far pensare che esternamente avesse dei bacini ulteriori in una preesistente struttura. L’acqua sorgiva entra nell’attuale bacino attraverso il centro della parete posteriore, ove si trova un condotto coperto e mattonato. La Fontana era a servizio dell’antica Via, la quale a poca distanza girava in direzione di Piazza d’Armi, attraverso l’utilizzo di un ponte, ora crollato, ma di cui si possono vedere i resti nel letto del fiume, poco dopo la confluenza tra i due fiumi.

GALLERIA ROMANA - PIETRA PERTUSA
Costruita dai romani intorno al 220 a.C., periodo di costruzione della Via Flaminia, fu realizzato questo tunnel di raccordo per collegarla alla strada che portava all'antica città di Veio. Quest'ultima, per il tramite della Galleria Etrusca, posta più a nord, metteva già in comunicazione la città dei Veienti con il fiume Tevere e le cave di Grotta Oscura e Fosso del Drago.

GALLERIA ETRUSCA - PIETRA PERTUSA
Fu costruita dagli Etruschi Veientani almeno intorno al V secolo a.C., ma potrebbe essere anche più antica. L'intento era quello di collegare la loro città al fiume Tevere e alle cave di Fosso del Drago e di Grotta Oscura, delineando un percorso agevole che ne permettesse di bypassare una collina da parte a parte. In modo efficace, capacità di cui gli Etruschi erano maestri, lo scavo fu realizzato evitando dislivelli per rendere agevole il trasporto delle pietre dalle vicine cave. Il tunnel ha un'altezza di circa 2 m e una larghezza di tre, presenta delle nicchie, utilizzate probabilmente per poggiare le lampade. Si sviluppa sotto l'asse viario dell'odierna Via Flaminia e l'apertura sul lato ad Est risulta purtroppo interrato.

ARCO DEL PINO
Situato a sud di Piazza d’Armi a Veio, in area privata, originariamente era probabilmente un tunnel di una strada, aperto nella parete tufacea. Ora ha le sembianze di un arco naturale, sul cui lato destro presenta un pozzo di servizio rettangolare, rivestito di mattoni, ben preservato. A poca distanza, anche se non vi sembra esserci nessuna connessione con la suddetta opera, vi passava l’antica Via Veientana nonché troviamo la Fontana di Re Carlo e la confluenza tra il fiume Valchetta ed il Crèmera.

LA TORRE DEL BOSCO - CESANO DI ROMA
E' detta torre "semaforica" ed è posizionata su uno sperone tufaceo circondato da ampie ed alte forre. Questa torre era collegata ad altre posizionate in zona come per esempio quella di Stacciacappe che permetteva la comunicazione attraverso un sistema "telegrafico" o "semaforico" di segnalare pericoli con specchi, fuochi e segnali di fumo. Di tipo militare aveva funzione di avvistamento e osservazione. Prende il nome dal bosco che la circonda e la avvolge svettando tra la vegetazione. Anch'essa inserita nell'agro veientano oggi ricade nel comune di Roma e precisamente nel territorio di Cesano, XV Municipio.

PONTE SODO - ISOLA FARNESE
Situato all’estremità nord-occidentale di Veio, è un tunnel scavato nella roccia, nel quale furono immesse le acque del Valchetta, che conducevano prima ad una lunga ansa a settentrione. Lungo circa 70 m., alto sino a 4,80 m e largo più di 2 m., l’opera idraulica presenta pozzi di servizio lungo il percorso utilizzati per lo scavo, l’eliminazione dei materiali di risulta, la manutenzione e l’aerazione. E’ da ritenere che sia stato realizzato in epoca tarda antica o medio repubblicana e diverse sono le ipotesi sul motivo della sua realizzazione. Potrebbe essere un cunicolo realizzato per far scorrere le acque più vicino all’antica città, rafforzandone la difesa o per bonifica idraulica, recuperando il terreno compreso nell’ansa. Potrebbe, inoltre, essere il completamento della captazione delle acque del Valchetta per accrescere, attraverso un cunicolo scavato più a nord, la portata del fiume Piordo.

PORTA CAPENA - ISOLA FARNESE
Il fiume Crèmera, nella sua direzione da nord, in corrispondenza del Ponte di Formello, continua il suo corso per circa un chilometro verso est. Successivamente, prosegue in direzione sud verso Piazza d’Armi. E’ proprio sopra questo punto di cambiamento di direzione, lungo il confine nord dell’antica città di Veii, che si trova Porta Capena, ossia l’accesso Nord-est della città. Nel periodo etrusco divenne una delle principali uscite ed il punto determinante di un gruppo di importanti strade a servizio dell’area da Monte Aguzzo sino a Prima Porta. Venne usata anche nel periodo romano e per questo presenta del basolato dell’epoca. La strada passava sul corso d’acqua attraverso un ponte, di cui oggi si possono intravedere i resti. Dentro la città, la direzione della strada è chiaramente visibile in corrispondenza di una tagliata realizzata a poca distanza dalla Porta.

LA SPEZIERIA - ISOLA FARNESE
Sorge nella zona di Macchia Grande ad Isola Farnese, a poca distanza da Porta Capena. Trattasi di un colombario romano le cui nicchie contenevano le urne cenerarie dei defunti; detta così perchè la forma richiamò ai viaggiatori ottocenteschi le scaffalature delle farmacie.

GALLERIA DEI POZZALI - MAGLIANO ROMANO
La Galleria dei Pozzali, situata nell’omonimo fosso, è un’opera idraulica di drenaggio realizzata, probabilmente dagli etruschi, al fine di evitare l’accumulo di acqua lungo il Vallone Conca, permettendone perciò anche la bonifica dell’area e la maggiore fruibilità dei terreni adiacenti.

CAVE FOSSO DEL DRAGO - MUNICIPIO XV ROMA
Situate a poca distanza dal fontanile del Drago, sono delle antiche cave per l’estrazione di blocchi di tufo, che, probabilmente, venivano trasportate, attraverso l’adiacente fosso, sino alle sponde del Tevere, per raggiungere Roma. Articolate in due distinti settori, nei pressi è ben visibile un cunicolo idraulico che permetteva di convogliare le acque da nord in direzione del citato fosso. In entrambi i settori sono ben visibili i segni del distacco dei blocchi. Tali cave, di presumibile età etrusca, ma usate anche in epoca romana, pare siano state collegate a Veio, attraverso un’antica strada che passava per Malborghetto.

LA MOLA DI ISOLA FARNESE
Diversi esploratori, archeologici e viaggiatori nei loro racconti ne hanno fatto mensione, anche perché situata lungo la via che da Isola Farnese porta all’antica città. Oramai del mulino ivi situato non restano che le mura. In connessione con il fosso Piordo, è servita da un cunicolo scavato nel tufo, dotato di due pozzi di servizio, che capta l’acqua e ne regola il flusso nonché svolge opera di drenaggio del terreno soprastante, garantendo agli itinerari in superficie maggiore praticabilità.

TOMBA A CAMERA - ISOLA FARNESE
Piccola tomba a camera situata nei pressi della porta N-E di Veio, è stata oggetto di rilievi effettuati da un architetto francese, Henri Labrouste nel 1826; dei disegni, conservati presso la Bibliothèque Nationale a Parigi, lo stesso sosteneva all'epoca ne fossero rimaste poche tracce di color rosso, oggi non visibili. L'intaglio fortemente incassato sottolinea che l'ingresso della tomba sia stato realizzato posteriormente. Databile al VII secolo in virtù delle dimensioni ridotte e l'unico letto sepolcrale.

TOMBA ASHBY - XV MUNICIPIO ROMA
Tomba rupestre a camera, riportata alla luce dall’archeologo, etruscologo britannico Thomas ASHBY. E’ formata da una stanza quadrangolare e presenta 5 arcosoli. Nella parete frontale presenta una nicchia dotata esternamente di due colonne scolpite (visibile ora una sola). Di probabile epoca romana, in virtù della tipologia di insediamenti presenti nell’area.
In foto: Gianni GUALERNI.

LA CASCATA DELL'OGLIARARO - CASTELNUOVO DI PORTO
Descrizione

LA MOLA DI MAGLIANO ROMANO
Descrizione

LA GALLERIA DI RIPA MARAULA - CASTELNUOVO DI PORTO

LA CASCATA PISCIACAVALLO - FORMELLO

LE CAVE DI GROTTA COLONNA - CASTELNUOVO DI PORTO
Descrizione

NINFEO DI PIETRA PERTUSA - XV MUNICIPIO ROMA
Ninfeo ricavato in una grande cavità naturale in parete rocciosa, a servizio, si ritiene, di una villa imperiale, mai portata alla luce. E' dislocata in una piana attraversata dal Fosso della Torraccia, a poca distanza dalla galleria Romana e la galleria Etrusca.

CASCATA DEL CASALACCIO - CASTELNUOVO DI PORTO
Descrizione

IL TUMULO DI MONTE AGUZZO - FORMELLO
